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Ricomincio da Domus

Il mio riento dalle vacanze è stato allietato da una graditissima sorpresa, giunta direttamente nella mia buca delle lettere: il numero di settembre di Domus, ora in edicola.
Quale modo migliore per rientrare al lavoro con mille spunti in più?
Un tuffo nei primi anni di università, in cui il profumo delle pagine di questa rivista di architettura accompagnava le mie nottate al tavolo da disegno!

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Questo è un numero speciale, che, come ogni numero di settembre, si tinge di verde, presentandosi in edicola con l’allegato Green, interamente deciato alla sostenibilità.
Al suo interno, si indaga il triplice rapporto uomo/natura/tecnica, sempre più attuale e complesso, attraverso una serie di interviste a personalità come Umberto Galimberti, filosofo e saggista, Marco Lambertini, Direttore Generale WWF International, e Stefano Boeri, architetto e urbanista.

Proprio Stefano Boeri ha approfondito il tema della biodiversità e della forestazione urbana radicale nel suo prluripremiato e arcinoto progetto del Bosco verticale a Milano.

Interessante l’analisi di come si modificherà la mobilità nelle nostre città da qui al 2050, con veicoli connessi tra loro, mobilità sotterranea o macchine volanti. E mancano solo 33 anni!
E poi, Portland, Singapore e Stoccolma: tre città da prendere come esempio per un nuovo modo di progettare e vivere. E dove – magari – trasferirsi!

Conclude l’edizione speciale Domus Green una selezione di alcuni casi progettuali, a firma di Francis Kéré, UNStudio, Amanda Levete Architects, Snøhetta e Peter Pichler Architecture, che esprimono e rappresentano la necessità di bilanciare natura e tecnica, e che hanno nel benessere dell’uomo il punto di raccordo delle competenze e delle tecnologie, oggi al servizio di scelte che devono ricordare la fragilità ambientale e sociale del nostro pianeta.
E che mi fanno riflettere a lungo su quello che potrebbe rappresentare oggi la professione di architetto per la società, che lo relega – ahimè – alla compilazione di pratiche comunali e affini.

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Domus Settembre dedica la copertina a Ettore Sottsass, nell’anno del centenario della nascita e dei dieci anni della sua scomparsa, grazie all’elaborazione grafica di un disegno di Enzo Cucchi, realizzato ad hoc per rendergli omaggio proprio sulla sua Domus – “Sottsass”, 2017 (penna bic su carta, 5,5 x 4,5 cm) – e con un pensiero: “Si nasce con la parola”.

Dunque, ora sono veramente pronta per ripartire verso vecchi e nuovi progetti e vecchi e nuovi cantieri.
Un pochino più preoccupata per il futuro, ma certamente consapevole del mio ruolo.

Andiamo?

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1 risposta »

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