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Lo stadio di Bordeaux | Herzog & De Meuron

Mentre voi, lo scorso sabato sera, eravate impegnati a meravigliarvi di fronte ai rigori tirati da quel paio di fenomeni italiani, io cosa facevo?
Guardavo lo stadio, ovviamente!

New Bordeaux Stadium 5

Il bellissimo stadio di Bordeaux in cui si è giocata Italia-Germania è stato progettato da Herzog & De Meuron, già progettisti – ad esempio – della mia adorata Tate Modern a Londra. Insomma, bravini i due!

Il nuovo stadio appare leggero ed aperto, quasi monumentale grazie alla sua semplicità geometrica. Come un tempio classico, è caratterizzato da esili colonne che ne individuano il volume, fondendosi con le scale di accesso che ricongiungono l’esterno con l’interno dello stadio stesso, evidenziando così la percezione di apertura ed  accessibilità.
Una particolare attenzione è stata prestata all’integrazione della struttura sportiva con il paesaggio della città circostante.
Lo stadio ospita al massimo 42.000 spettatori e permette una visibilità ottimale da ogni punto oltre al massimo della flessibilità, essendo multifunzionale e concepito per ospitare manifestazioni di diversa natura.

Qualche numero?
Lo stadio di Bordeaux è stato realizzato in 42 mesi, di cui 16 per la progettazione e 26 per la realizzazione.
Il sito occupa 18,6 ettari di terreno. Lo stadio occupa 4,6 ettari: 37 metri in altezza, 210 metri in larghezza, 233 metri in lunghezza, 1.000 colonne circolari alte fino a 37 metri, 24 km di gradinate, 6 km di scale.
E poi – la parte per me più divertente – la costruzione:
93.000 mc di terra spostata, 41.000 mc di calcestruzzo, 7 gru, 3 battipali per 945 pali di circa 22 metri di profondità e 12.000 tonnellate di armature, ovvero due volte il peso in metallo della Torre Eiffel.

E, per continuare a dare i numeri, quanto è costata un’opera di tale entità?
183 milioni di euro, di cui 75 versati da partners pubblici. Lo stadio rimarrà di proprietà di una partnership pubblica-privata fino al 2045, per poi diventare proprietà della città di Bordeaux.

Tutto questo è stato realizzato con una particolare attenzione all’ambiente circostante.
Durante la costruzione, è stato limitato il consumo energetico, le strutture standardizzate e prefabbricate hanno generato pochissima spazzatura e la produzione del calcestruzzo sul posto ha risolto il traffico ed il disturbo complessivo.
Sistemi di efficientamento e conservazione energetica hanno completato il lavoro, compensando i restanti consumi con la produzione di elettricità tramite un impianto fotovoltaico.

Insomma, mi ripeterò, ma è questa l’architettura che piace a me: un edificio oggettivamente bello, accompagnato da strutture e tecnologie avanzate, rispettoso del contesto in cui è inserito.
Come disse qualcuno …E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139)!

Credits: Herzog & De Meuron website, images ©Vigouroux – Perspective.

2 risposte »

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