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Il ‘mio’ ristorante.

Ho voglia di progettare un ristorante.

Starck

Penso ad un locale accogliente, con il giusto menu e la giusta carta dei vini, e dei cocktails. Un luogo in cui la luce ed il suono la facciano da padroni, integrando ed esaltando quanto percepito da palato, occhi e tatto.
Lo immagino bianco, con il pavimento colorato. Le pareti sono ruvide e non hanno bisogno di ulteriore decorazione.
Luminoso, con delle enormi vetrine su strada, che facciano venire la voglia di entrarvi. E tante luci, di tutte le forme e misure, magari utilizzate per creare scenari diversi a seconda dell’orario.
La cucina è al centro, aperta, quasi fosse un palcoscenico su cui va in scena l’arte del cucinare. E che diffonde nell’aria mille profumi inebrianti.
Certo, non trascurerei la progettazione di cappe aspiranti silenziose e molto efficienti, perché i vestiti puzzolenti non piacciono neanche a me. Così come, in realtà, lascerei a vista solo le lavorazioni più pulite, per rinchiudere poi tra quattro mura – o vetri – le attività più sporche e puzzolenti.
Vedo vetri, ferro, acciaio, e poco legno. Probabilmente userei il legno solo per porzioni di pavimento.
E i bagni… Quelli sì che sarebbero dei piccoli gioielli! I lavabi li immagino come piani inclinati in marmo, i rubinetti sono dei semplici tubi curvati, e, soprattutto, ci sarebbe un angolo pieno di bottiglie di profumo. Per giocare a spruzzarne uno per ogni polso.
I tavoli li immagino piccoli piccoli, per essere combinati a piacimento. Le sedie non sono sedie, ma piccole comode poltrone morbide morbide.
E poi, ha un lungo bancone in marmo che circonda la zona bar, per ospitare chi ha voglia di scambiare due chiacchiere pur essendo da solo.
Infine, l’angolo delle memorabilia: oggetti e arredi raccolti nel tempo, che creano un angolo dedicato al trascorrere del tempo in relax. Magari con un buon Negroni da sorseggiare ed un avvincente libro da divorare.

Ecco. Questo sarebbe ‘il mio’ ristorante.
Questi, invece, quelli degli altri. Per giocare a ritrovare gli elementi appena raccontati.

Andò, Palermo

Dreamtime, Sidney

Ferrando

Langhi, Busto Arsizio

Maat, Torino

Mmp, Treviso

OBR, Milano

PhD, Mosca

 

Starck, MaCocotte

Starck, Marsiglia

 

Bene.
E ora, chi mi fa progettare un ristorante???

Credits: il mio Pinterest

1 risposta »

  1. Io ci aggiungerei, da incallito lettore, anche librerie colme di libri alle pareti perché i commensali ne possano usufruire, organizzando anche serate a tema o incontri con l’autore.
    Stupenda il tuo ristorante. Peccato che non abbia disponibilità né di locali né di denaro per dare vita al tuo progetto.

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