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Pritzker 2016 a Aravena.

…and the Pritzker goes to… ALEJANDRO ARAVENA!!!

Ecco qua – disse il lettore ignaro – prima ci sparisce, e poi torna che è impazzita, dando nomi incomprensibili a caso… 

Ma no! Sono qui per questo!
Ora vi spiego cosa sono tutte ‘ste parole che avrete certamente sentito negli ultimi giorni.

Pritzker

Si, in effetti è proprio una specie di Oscar, o Nobel. Il Premio dei Premi che ognuno di noi architetti desidererebbe ricevere.
Esso è stato istituito nel 1979, è sostenuto dalla famiglia Pritzker e sponsorizzato dalla Hyatt Foundation.
Tra i vincitori passati, tutti i Grandi, i miti dell’architettura contemporanea: Stirling, Meier, Gehry, Moneo, Piano, Foster, Herzog & De Meuron, Hadid, Nouvel.
Praticamente manco solo io.

Alejandro Aravena

Alejandro Aravena

Architetto quarantottenne – un bambino – di Santiago del Cile, laureato nel 1992, ha fondato il proprio studio due anni dopo. Dal 2002 guida lo studio Elemental, impegnato in progetti nel campo dell’edilizia sociale nonché di pubblico interesse.
Nel 2016 è stato direttore della Biennale di Venezia di architettura. E poi, professore alla Harvard School of Design, alla Facoltà di Architettura di Venezia, alla Architectural Association in London, alla London School of Economics…
In sintesi, ha fatto  una quantità di cose nella sua carriera di architetto che io, quasi coetanea, sto andando ad auto-insultarmi davanti allo specchio, lavativa che sono!

E cosa avrà mai combinato questo Aravena qua per vincere il Nobel/Oscar dell’Architettura?
Questa la motivazione del Premio, pronunciata direttamente da Mr. Pritzker:

La giuria ha selezionato un architetto che approfondisce la nostra idea di ciò che è veramente un grande progetto. Alejandro Aravena ha sperimentato una pratica di collaborazione che produce opere di architettura potenti e affronta anche le principali sfide del XXI secolo. Il suo lavoro di costruzione dà opportunità economiche ai meno privilegiati, mitiga gli effetti delle catastrofi naturali, riduce il consumo energetico e crea accoglienti spazi pubblici. Innovativo e stimolante, mostra come l’architettura sia in grado di migliorare la vita delle persone.

La sua opera più recente è il Centro de Innovaciòn UC, realizzato all’interno dell’Università Cattolica del Cile, a Santiago. Due anni per la  progettazione e tre per la  realizzazione, è un edificio di poco più di ottomila metri quadri su quattordici piani fuori terra e tre interrati.
Il requisito fondamentale richiesto dal committente è stato quello di rendere possibile l’incontro tra aziende, attività commerciali e ricerca universitaria con un aspetto contemporaneo. Il risultato è stato quello di un blocco monolitico in cemento con una forma senza tempo che ha portato al rifiuto delle tipiche facciate in vetro. Una facciata così opaca ha permesso un notevole risparmio energetico, contribuendo anche ad attenuare la luce estremamente intensa proveniente dall’esterno.

Ma vediamolo insieme…

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Mi piace?
Beh…
Alejandro è un tipo affascinante, ma non è il mio genere.
L’edificio, anche, è affascinante, ma non è il mio genere!

Credits: archiportale.com, pritzkerprice.com, Elemental web site

 

2 risposte »

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