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Passeggiando per la cupola del Reichstag… | Berlino

Beh., si.
In effetti, la devo definire l’esperienza più entusiasmante del mio recente viaggio a Berlino:
una passeggiata lungo la rampa elicoidale della Cupola del Reichstag.

Reichstag 1

Sarà per il mio essere irrecuperabilmente architetto, sarà per l’aspettativa creata dall’attesa della mail di autorizzazione ad entrare, o sarà per l’architettura vista nella sua più affascinante manifestazione di tecnica ed arte: io, in ogni caso, ne sono uscita esaltata!

Lord Norman Foster, il progettista, è una conferma, ma anche una continua sorpresa. La sua architettura viaggia di pari passo con l’evoluzione tecnologica, che riesce ad utilizzare per migliorare le sue opere, ma soprattutto la vita di chi ne usufruisce.
Ovvero, proprio ciò che mi fa amare questa difficile professione!

Reichstag 2

Costruita in poco più di due anni e aperta nel 1999, la cupola del Reichstag si è trasformata rapidamente in un simbolo della nuova Berlino: all’interno di essa, due rampe elicoidali portano alla piattaforma di osservazione sopra la sede plenaria.
La cupola ha una altezza di 23,5 m ed un diametro di 40 m; pesa 1200 tonnellate di cui 700 tonnellate per la struttura d’acciaio, ed è rivestita da due strati di vetro con uno strato intermedio di vinile di stagno. La rampa elicoidale, di larghezza libera di 1,6 m, ha la funzione di anello d’irrigidimento per la cupola.

La cupola, oltre ad essere un elemento fondamentale nella composizione architettonica dell’intero edificio, è un dispositivo chiave nelle strategie di utilizzo di energia e luce. Al centro della cupola si trova il light sculptor, un tronco di cono che, largo 2,5 m alla base inferiore e 16 m alla base superiore, perfora il soffitto della Sala Plenaria sottostante e si estende verso l’alto fino a raggiungere la sommità della cupola.
Questo light sculptor è rivestito di 360 specchi di vetro altamente riflettenti ed è dotato di uno schermo mobile automatizzato che segue il sole, alimentato da cellule fotovoltaiche, impedendo così la penetrazione del calore e della luce solare. Nelle stagioni in cui il sole è più basso, lo schermo può essere messo da parte per permettere ai raggi più deboli di toccare il pavimento della Camera dei Deputati. Di notte, inoltre, il processo è invertito e la luce artificiale nella Sala Plenaria è riflessa esternamente, illuminando la cupola, come una lanterna, in modo che i Berlinesi sappiano quando il Bundestag è riunito.

Reichstag 5

Il tronco di cono gioca un ruolo importante anche nel sistema di ventilazione naturale della Camera dei deputati, estraendo l’aria calda mentre ventilatori assiali e scambiatori di calore riciclano l’energia proveniente dall’aria residua. L’aria fresca convogliata dall’esterno è rilasciata lentamente attraverso il pavimento della Sala Plenaria, procurando il massimo comfort agli occupanti e minimizzando le correnti d’aria ed i rumori. L’energia occorrente per il sistema di ventilazione ed il dispositivo protettivo nella cupola è generata da 100 moduli solari situati sul tetto, dove sono alloggiate le cellule fotovoltaiche.

Reichstag 6

L’elettricità è ricavata bruciando petrolio vegetale. La sua efficienza, quando è bruciato per produrre elettricità, è confrontabile a quella delle sorgenti tradizionali di energia. Ciò ha permesso una riduzione del 94% dell’emissione di anidride carbonica, portando i limiti molto al di sotto di quanto previsto dalle norme in vigore.

Il calore in eccesso, generato dalla centrale elettrica del Reichstag, è deviato in uno strato acquifero naturale a 300 metri sotto l’edificio; in inverno, l’acqua calda immagazzinata è utilizzata per riscaldare l’edificio.

Il Reichstag, così come ricostruito, è un edificio pubblico virtualmente senza inquinamento.

Reichstag 7

Qualche numero?
Più di 25 appaltatori, 240 operai sul luogo ogni giorno durante la demolizione, fino a 46 impiegati nell’ufficio berlinese di Foster.
45.000 tonnellate di materiale di demolizione rimosse dalla zona centrale della Camera dei Deputati, trasportate in 35 carichi di camion al giorno dall’ottobre del 1995 al febbraio del 1996.

We design by researching and challenging – by asking the right questions.
La mia passeggiata lungo quella rampa ne è stata l’ennesima riprova.

Credits: Archimagazine e Foster+Partners web-sites

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