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Pierre Paulin e Ligne Roset: una meraviglia!

Ormai lo sappiamo tutti che io amo sognare ad occhi aperti. È il mio momento di relax.
Ma come sognerà mai un’architetto?
Ad esempio girovagando per il web, cercando soluzioni per una nuova casa immaginaria, con spazi ampi e luminosi pieni di arredi di design.

È proprio così che sono rimasta affascinata e conquistata dalle collezioni Ligne Roset. Arredi per interni, per esterni, zone giorno, zone notte, illuminazione, angoli ufficio… tutto con uno stile sobrio ma molto moderno. E poi, i premi, tanti premi. Qualche esempio?

Fifty del duo Dögg & Arnved: una sedia con metri di corda intrecciata, uno schienale dritto che ne caratterizza la presenza scultorea ed il premio Interior Innovation Award Cologne 2013.

Ligne Roset

La userei in un immenso terrazzo soleggiato, ma anche attorno ad un tavolo da pranzo iper-moderno.

Confluences di Philippe Nigro (ricordate? ne abbiamo parlato qui): un divano libero, conviviale, confortevole e colorato, che nel 2009 ha vinto veramente tutto.

Ligne Roset

Mi piace la sua confusione, sinonimo di indipendenza da qualsiasi schema.

Cuts ancora di Philippe Nigro: una libreria pensata come un semplice parallelepipedo, modificato da un altrettanto semplice intaglio da 20 gradi su ogni lato. E il premio – Interior Innovation Award Cologne 2012: “Best of the Best” – è subito vinto!

Interior Innovation Award Cologne 2012: “Best of the Best”

Va bene in soggiorno come in camera da letto, nello studio, in ufficio e, perché no, anche in un bel bagno spazioso.

Sapete poi quanto io ami il design a firma di grandi nomi, e qui ho trovato di che divertirmi. Uno su tutti ha attirato la mia attenzione per le sue numerose creazioni inconfondibili: Pierre Paulin. Noto per progetti industriali, immagini aziendali (Air France tra le altre), e arredo di stazioni, i suoi mobili sono nei musei di tutto il mondo, incluso il MOMA di New York. E quest’anno, Ligne Roset ha deciso di riproporre gran parte del suo lavoro: 20 pezzi disegnati tra il 1953 ed il 2009, a coprire quasi 60 anni di design.

Ritroviamo il Daybed del 1953: un tavolo capace di trasformarsi in divano, poltrona, o letto.

Poi la Tv chair del 1953 e la poltrona Archi del 1955.

E ancora Lupo, Cm 191, Tanis, Andy, La Bibliothèque

…fino a giungere ai giorni nostri: Anda, poltrona disegnata nei primi anni ’50 e riportata alla gloria nel 2010, un anno dopo la morte di Paulin.

Ligne Roset

Sono mobili senza tempo, lineari e versatili, tutti caratterizzati dall’uso di materiali semplici.
Li vedo bene con qualsiasi stile: perfetti in ambienti moderni e high-tech, possono dare un tocco di contemporaneità anche in ambienti con arredi antichi e di antiquariato.
Mi piacciono le contaminazioni, e questi arredi permettono di aggiungere quell’originalità che spesso manca.

Lo ribadisco: sono affascinata e conquistata da un’azienda nata nel 1860, capace di rimanere al passo con i tempi senza mai tradire la sua natura creativa e innovativa, con una ricerca continua nel mondo del design e una particolare attenzione allo sviluppo sostenibile.
Chapeau!

Credits: Ligne Roset web site.

3 risposte »

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