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Architè! Oddio, ma Lei è ar-chi-te-tto???

Questa, all’incirca, la reazione del venditore di cucine (comunemente detto cuciniere!) che ho incontrato qualche giorno fa.

Ma cominciamo da principio.
Io, quando accompagno i Clienti in giro per negozi, o anche quando vado da sola, non amo presentarmi con il titolo.
Perché ritengo che tu venditore mi debba trattare nello stesso modo, sia che io abbia una laurea in architettura sia che io sia un emerito ignorante in materia.
Ritengo che tu debba comunque essere onesto nel trasmettere le informazioni e nel fare gli interessi dell’acquirente, compatibilmente con i tuoi.
Subentra poi anche una lieve bastardaggine della sottoscritta nel non rivelarsi. Se lui-il venditore non è abbastanza acuto dal comprendere chi ha di fronte sulla base della tipologia di domande che gli vengono poste, e magari dice stupidaggini clamorose… beh, con me ha chiuso. Punto.

Infatti, lo scorso martedì… ma quanto ho goduto???
I miei Clienti erano già andati da soli, e quindi partivo da un preventivo già fatto. Smontato pezzo per pezzo!!!
Ovviamente non ha capito chi aveva di fronte. Anzi, mi ha trattata come una povera deficiente inesperta che faceva domande inopportune. Senza mai guardarmi in faccia, ha risposto alle mie domande guardando sempre la mia Cliente.

Per la serie Ma-cosa-vuole-questa-qua:

– Arch: Dobbiamo abbassare il piano di lavoro, altrimenti non si apre più la finestra della cucina (e non se ne era accorto…). Mettiamo il piano da 2 cm, anziché da 4, ho visto sulle schede tecniche che è in produzione.
– Tizio: Si, ma noi non lo montiamo, perché si imbarca subito.
– Arch: Scusi, ma la cucina non è garantita per 5 anni? E l’azienda cosa fa, garantisce una cosa che si imbarca???
– Tizio: Ma nooooo, il piano di lavoro non è maaaaaaaai garantito! (Cretina si leggeva tra le righe…)
Qui l’architetto cominciava a ridere…

– Arch: Scusi, ma il piano di lavoro (che ha una forma irregolare, seppur rettilineo su un lato) è un pezzo unico?
– Tizio: No, non esistono piani di lavoro interi. I piani sono sempre tagliati! Nessuna azienda fa pezzi unici!
– Arch (rivolta alla Cliente): Ha presente il piano della cucina di casa mia? Ecco, quello è identico ed è un pezzo unico.
Gelo.

– Arch: Quali sono le misure standard delle basi prodotte da questa azienda?
– Tizio: 60 cm.
Silenzio.
– Arch: E basta????????
Silenzio.
– Tizio: No… ehmmm… anche 15, 20, 30, 40, 45…
– Arch: E allora perché ha venduto come fuori misura la base da 40???
Gelo.

– Arch: Mi scusi, quanto misurano le mensole che avete affiancato alla cappa?
– Tizio: 65 cm.
– Arch: Già… peccato che accanto alla cappa ci sia uno spazio di soli 35 cm…
Gelo.

– Arch: Posso vedere i campioni delle maniglie?
Il tizio me li porge.
– Arch, rivolta alla Cliente: Vede? Queste hanno una finitura superficiale lucida e queste altre satinata tipo inox. Ma NON sono fatte in acciaio inox, è solo il trattamento superficiale!
Il tizio tace.
Il tizio, alla visita precedente dei Clienti, aveva giurato e spergiurato che le maniglie erano in acciaio inox.
Gelo.

E qui mi fermo. Sappiate che la temperatura, alla fine della conversazione, era ormai di moooolti gradi sotto lo zero.

Il momento clou dell’incontro è stato quando l’architetto sottoscritto ha estratto dal portafoglio il biglietto da visita, per farsi inviare il preventivo via mail.
Architettooooooo, ma lei lo sa che noi montiamo tantissime cucine a Romaaaaaaa? Parioli, Vigna Clara… un avvocato importantissimo (con tanto di nome e cognome) l’ha presa da noiiii… vedrà, sarà contentissima di queste cucine… ma poi, se le serve altro, non esiti a chiedere… Ah, le assicuro che il preventivo le arriverà entro oggi pomeriggio.
Nel frattempo, era evidente come stesse ripercorrendo tutta la nostra conversazione a ritroso, ripensando alle caXXate che, fino a quel momento, aveva sparato senza ritegno.

Morale?
Morale 1: Continuerò a non presentarmi come architetto!
Morale 2: Tutti i negozianti sono lì per vendere. Molti sono come questo Signore qua, pochi sono seri ed affidabili.*
Morale 3: Bisogna fidarsi sempre dei consigli del proprio architetto. Perché sta a lì anche per difendere i Clienti dalle fregature!

Ah. Il nuovo preventivo non è ancora arrivato.

*Questo post è dedicato alla mia amica blogger Raffaella di Kitchen Tips. Che è stata tra quelli seri ed affidabili.

golden retriever

Lui? Il mio antistress!

10 risposte »

  1. Che bello che bello!!!! Confermo (anche se lavoro nell’arredo bagno) che è così. Molti venditori non sanno nulla di quello che vendono, piazzando gli articoli sui cui guadagnano di più (o per cui l’agente o l’azienda sgancia il premio a fine anno) e cercano di convincere il cliente.

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  2. Ti ringrazio della citazione, come tu stessa hai sottolineato la cucina è un bene duraturo, se ti rifilo un bidone oppure ti dico cose non vere stai sicuro che poi il danno che subisco io venditore è maggiore di quello economico, è un danno all’immagine del negozio. Per cui l’onestà, la trasparenza e l’etica sono alla base di qualsiasi lavoro. Gli architetti e non solo che hanno lavorato con me sono miei amici. Non ho mai avuto problemi su nessun cantiere. Queste si che sono soddisfazioni!!!

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  3. Non sono architetto ma lo stesso mi infastidisce quando un venditore vuol vendermi bufale. A volte reagisco in po’ incavolato, altre saluto e me ne vado. In ogni caso quello ha chiuso con me.
    Bavra la nostra archité.

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Patrizia Burato a Roma, RM, IT su Houzz

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