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Architè! A pulì er bagno ce pensa lei, ve’?

Ho capito che mancano delle informazioni utili a tanti.
[O a pochi. Questo non mi è chiaro. Ma è un’altro discorso.]

Il problema è il seguente:
Architè, lei pulisce pure il bagno a fine lavori?

NO. L’architetto non pulisce il bagno né pensa a tutto.
O meglio, ci penserebbe pure purché ciò fosse esplicitamente richiesto ed opportunamente retribuito.
Lo so… ora temete che io ricominci con la solita storia del Me dovete paga’!!!
Ma non mollate, chè non è lì che voglio andare a parare!

Voglio dire:
se mi chiedi di fare solo il progetto preliminare paghi 2;
se mi chiedi di fare anche il progetto definitivo paghi altri 2;
se vuoi pure il progetto esecutivo paghi altri 3;
e se vuoi pure la Direzione lavori paghi ancora altri 3.
Totale 10 (espresso in unità generiche!).
Tutto chiaro fin qui, giusto?
Ecco.

Però.
Se poi vuoi che io segua la contabilità di cantiere, hai da paga’.
Se vuoi pure qualche render (che sarebbe un disegno tridimensionale fotorealistico), hai da pagà.
Vuoi che te disegno gli arredi? Hai da pagà.
Devo fa’ un rilievo? Paghi pure quello.
E se, sia mai…, che dopo che ho fatto un progetto, tu mi chiedi di farne uno diverso perché hai cambiato idea, beh, devi pagà pure ‘st’altro progetto!

E’ evidente che, se tu mi richiedi ‘sta roba fin dall’inizio, io la includo fin dall’inizio nella parcella.
Ma se tu non la chiedi, io ti faccio una parcella standard. Ovvero quella di cui là sopra il cui totale fa 10.
E tutto ciò che mi dovessi chiedere successivamente è extra, e quindi va opportunamente compensato.

E quando te lo dico, nun me poi risponde che te nun ce lo sapevi. Sto a parlà de legge italiana.
Perché è come andare dal panettiere ed uscire senza pagare, perché tu mica lo sapevi che dovevi paga’!

Insomma, caro Cliente, si le cose nun le sai…  salle!!!

Cantiere

Bello, ve’?
E chissà quando ci sarà il parquet….

N.B.: ehi tu, cliente che ti senti chiamata in causa… tanto ci sei abituata, no???

😆

12 risposte »

    • La contabilità di cantiere intesa come verifica degli stati di avanzamento dei lavori e l’approvazione dei pagamenti dal Committente all’impresa certamente si.
      Ma la contabilità riguardante le forniture, incluso il controllo dei tempi di consegna e degli acconti e saldi dei materiali, certamente no!
      E’ un incarico aggiuntivo. Qualora il Cliente decidesse di non affidarsi all’impresa per le forniture e preferisse provvedere autonomamente, questo diventa un enorme lavoro in più per l’architetto e Direttore dei lavori.
      Andrebbe valutato in sede di redazione della parcella. Può anche subentrare successivamente, ma va pagato a parte.

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  1. Ma come sei venale! Sarà, ma io in genere sono più magnanima, facendo però notare l’eventuale abbuono della parcella (ovviamente, mi sto riferendo ad altri mestieri, ma il concetto è lo stesso).

    Il discorso con gli amici è diverso, dipende da tante cose, dal livello di amicizia e anche dal mio bisogno: insomma, se per me è lavoro, amico o no il mio lavoro un prezzo ce l’ha, ma se sei l’amico del cuore e questo è un extra, beh, è un altro capitolo di bilancio.

    L’amico è quello che se hai bisogno ti viene a donare il sangue e magari sta pure notte e giorno al tuo capezzale (fai le corna, tocca ferro).

    Insomma, il lavoro deve essere considerato, valutato, quantificato, retribuito, però ci sono anche cose più importanti, che vanno dall’idealistico rapporto umano al più pratico concetto di fidelizzazione del cliente: insomma, meglio che invece di guadagnare 10 guadagno 9, otto e mezzo, e torni tu oltre a mandarmi tutti i tuoi amici e parenti, piuttosto che quantificare pure il buongiorno, rendersi sgradevoli e mettere l’altro in fuga (e ti assicuro che chi te lo sta dicendo ci sa fare sia col commercio che con le prestazioni professionali!)

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  2. Leggendo il titolo pensavo che tu fossi in affidamento ai servizi sociali 😦 o 😆 ma poi mi sono ricreduto.
    Non conosco i tariffari ma se hai elencato con puntigliosa meticolosità ciò che è dovuto o ciò che compreso, ti do atto che pagare i vari servizi mi pare giusto.
    Poi se la parcella divent troppo onerosa, sei tu che valuti se presentarla così com’è (cliente danaroso) o ridurla un pochino (cliente normale).

    O.T. non c’entra nulla col post. Mi sono sempre domandato se un architetto (uomo o donna che sia) abbia necessità di spazi enormi e di borsa capiente per elaborare i suoi progetti. Diamine visiti siti, apri riviste o libri, vedi in TV (tanto per citarne uno Leonardo) è vedi bagni che sembrano enormi, saloni stile piazza d’armi, camere da usare col monopattino, cucine grandi come un bilocale. E per chi ha una modesta abitazione di 100/120 mq si deve scordare l’architetto?

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