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The italian design: Vespa 946 by Piaggio. Episodio 2.

| English version below |

Sottotitolo: Vespa 946 e la massaia.

Avevo promesso che l’architetto avrebbe lasciato la parola alla massaia, ed eccoci qua.
Indosso il grembiule d’ordinanza e illustro le opinioni della casalinga-mamma-tuttofare sulla Vespa 946.

C’è un modo di dire che calza a pennello con la mia opinione generale: è bella ma non balla.
Ovvero, è talmente bella che ti aspetti grandi cose, e invece, utilizzandola, ti accorgi che di limiti ne ha. Parecchiucci.

Vespa 946, Piaggio

E’ però necessaria una premessa: io vivo a Roma ed ho utilizzato la piccolina per le strade romane.
Roma non è esattamente una città tranquilla, i furti di ciclomotori sono all’ordine del giorno, così come gli atti di vandalismo più disparati.
E come posso io lasciare tranquillamente parcheggiato in strada un oggettino da 9 mila euro?
Yessss…. no-ve-mi-la-eurini. Quanto un’utilitaria.

L’oggettino costoso di cui sopra non ha alcuno spazio per stipare attrezzature varie, come ad esempio una catena antifurto.
E come la lego io, la Vespetta? Cosa faccio, mi porto la catena a tracolla assieme alla borsa?
Già, perché nemmeno la borsa posso mettere da qualche parte… C’è un gancio sotto il sellino, ma è utilizzabile giusto giusto se hai una Baguette di Fendi (il cui costo è, appunto, all’altezza di quello della Vespa), perché, se invece ti sei potuto permettere solo una Falabella di Stella McCartney, te la devi tenere al collo.
E il casco? Beh, mentre guidi lo tieni in testa, ma, quando parcheggi, te lo porti dietro! Posi la catena per agganciare la bimba in qualche modo (c’è un gancio laterale perché i cerchioni non hanno spazio a sufficienza), e ti incolli il casco. In realtà, è stata prevista una chiccosissima borsa di pelle cucita a mano, da applicare con degli automatici (si, proprio dei bottoni!) al portapacchi posteriore, per contenere il casco. Ma siamo a Roma… dopo un quarto d’ora, ci trovi un biglietto di ringraziamento al posto di tutto il ciclomotore, borsa e casco inclusi!
Poi, non sia mai che ti venga in mente di prendere la pioggia mentre sei in giro con la tua Vespa! A meno che tu non sia riuscita ad inserire l’abbigliamento antipioggia necessario nella Baguette di cui sopra…
Ah… niente spesa con la Vespa! Figuratevi la scena: sei in sella, con la borsa a tracolla da una parte, la catena a tracolla dall’altra, e la busta con un etto di prosciutto cotto e du’ rosette tra le gambe (guai ad avere troppa fame!). E l’hai pagata no-ve-mi-la-eurini!
A tutta questa scena raccapricciante, dovete inoltre aggiungere il parabrezza. Che, se ti puoi permettere (economicamente, intendo) di montarlo, lui rimane alto circa dieci centimetri, forse quindici toh. Quindi, borsa e catena a tracolla, esigua spesa tra le gambe, fradicia per mancanza di impermeabile o affini, e, in più, moscerini, tafani, rondini e piogge acide… tutto spiaccicato sulla visiera del casco. E l’hai sempre pagata no-ve-mi-la-eurini!
E, infine, il passeggero. Chiunque sia, anche una leggiadra ragazza alta quanto Kylie Minogue (157 centimetri, esattamente quanto me!), rischia la rottura del legamento crociato anteriore a causa dei poggiapiedi, bellissimi ma irraggiungibili se non con una torsione verso l’interno dell’estremità inferiore di entrambe le gambe. Il tutto mentre, sempre lo sfortunato passeggero, scivola inesorabilmente verso il guidatore a causa dell’eccessiva curvatura del sellino di cui già vi parlai.

Oh… ma vi giuro che è belli-ssi-ma!

Scherzi a parte. Dopo questa settimana insieme alla Vespa 946, mi sono fatta una personalissima idea.
Ritengo che sia destinata ad un pubblico molto elitario, che possa permettersi di utilizzarla per sfizio, ma non per necessità.
So che ne sono state vendute parecchie nella provincia italiana, molte meno a Roma. E non fatico a crederlo.
Mi spiace, e qui parla l’architetto, che i designers (o l’ufficio marketing…) abbiano concepito un oggetto poco pratico seppur bello. Ancora una volta si fa credere che i concetti di estetica e di fruibilità non possano viaggiare assieme.
Un mito come la Vespa non doveva incappare in un tale scivolone!

In sintesi, penso che sarebbe perfetta posizionata al centro del living di un loft newyorchese! 

Subtitle: Vespa 946 and the housewife.

I promised that the architect would have left the floor to the housewife, and here we are .
I wear the apron on duty and illustrate the opinions of the housewife – mother – handywoman about Vespa 946.

There is an italian common saying that fits perfectly with my overall opinion : It is beautiful but does not dance.
That is, it is so beautiful that you expect great things, and instead, using it, you realize that it has limits. Quite a lot.

Vespa 946, Piaggio

However, you need a premise : I live in Rome and I used the baby around the Roman roads.
Rome is not exactly a quiet town, the theft of mopeds are on the agenda, as well as the more different acts of vandalism.
And how can I leave quietly parking on the street a small object from 9.000 €?
Yessss …. ni-ne-tho-us-ands little euros. As a family car.

The expensive little toy above does not have any space for cramming various equipment, such as an anti-theft chain.
And how can I tie the little Vespa? What do I do, I bring the shoulder chain along with my shoulder bag?
Yeah, because I can not even put the bag somewhere … There is a hook under the rear seat , but is usable just right if you have a Fendi Baguette (the cost of which is, in fact , live up to the Vespa), because, but if you could afford only a Stella McCartney Falabella , you must keep on.
And the helmet? Well, you keep him in the head while driving, but when parking, you take it back! Lay the chain to engage the baby in some way (there is a side hook because the wheels do not have enough space), and you stick the helmet. In fact, it was allowed a very chic bag of hand-stitched leather, to be applied with the snaps (yes, the buttons!) to the rear rack, to hold the helmet. But we are in Rome … after a quarter of an hour, you will find a Thank You instead of the moped, bag and helmet included!
Then, don’t think to take the rain with your Vespa! Unless you’re not able to enter the rainproof clothing needed in the Baguette above…
Ah … no grocery shopping with the Vespa! Imagine the scene: you are mounted, with the shoulder bag on the one hand, the chain on the other shoulder, and the bag with a pound of ham and two little baguettes between the legs (trouble to get too hungry!). And you pay for it ni-ne-tho-us-ands little euros!
To all this gruesome scene, you must also add the windshield. That’s if you can afford (economically, I mean) to mount it, he stays up about four inches, maybe five. So, bag and chain shoulder strap, small shopping between the legs, soaked for lack of raincoat or similar, and, in addition, midges, horseflies, swallows and acid rain… all smashed on the helmet visor. And you pay for it ni-ne-tho-us-ands little euros!
And finally, the passenger. Anyone, even a graceful girl as tall as Kylie Minogue (157 centimeters, exactly like me!), will break the anterior cruciate ligament due to the footrest, beautiful but out of reach except with a twist toward the inside of the lower end of both legs. All the while, the unlucky passenger will slide inexorably towards the driver due to the excessive curvature of the seat of which I already spoke to you.

Oh … but I swear it’s beautiful!

Seriously. After this week together with Vespa 946, I got my idea.
I think it is for a very elite audience, who can afford to use it for fun, but not out of necessity .
I know that many have been sold in the Italian province, far fewer in Rome. And I can believe it.
I’m sorry, here is what the architect says, the designers (or the marketing department…) have designed an object impractical even if beautiful. Once again, they make you believe that the concepts of aesthetics and usability can not travel together.
A myth such as Vespa was not supposed to run into such a slip!

In summary, I think it should be perfect if positioned in the center of the living room of a New York loft!

8 risposte »

  1. Avevo letto che era destinata al mercato USA e per pochi e selezionati eletti.
    Da quello che leggo, scritto con molta eleganza che strappa più di un sorriso di circostanza, pare che il target sia proprio quella cosca eleitaria di cui parlavano.
    Comunque in qualsiasi città italiana la nostra Vespa 946 farebbe una brutta fine velocemente.

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Patrizia Burato a Roma, RM, IT su Houzz

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