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White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

L’architettura giapponese provoca in me le stesse sensazioni che ha provocato un recente viaggio a Tokyo, un vero toccata-e-fuga.
All’arrivo, mi sembrava che fosse come una qualsiasi città americana: grattacieli, grandi spazi e molto ordine.
Dopo qualche ora (ed anche qualche ora di sonno!), mi sono resa conto della profonda diversità culturale che pervade ogni aspetto della loro realtà.
Alla partenza, ero conquistata dal Giappone e dai giapponesi.

L’architettura giapponese provoca in me più o meno le stesse sensazioni.
Ad un primo sguardo pare banale, ma, studiando in modo approfondito il progetto, mi rendo sempre conto di quanto il progettista sia stato attento, scrupoloso ed estremamente creativo. Così creativo che il processo logico mi risulta quasi incomprensibile. Ciò che mi resta è una sensazione di profonda ammirazione e stima.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Ho recentemente scoperto lo studio Takuro Yamamoto Architects e mi ha subito affascinata con le sue architetture pulite e rigorose.

Il progetto della White Cave House è terribilmente suggestivo.
Il tema principale è la connessione dei vuoti, chiamata appunto Cave.
Ogni stanza è pensata per godere al massimo della Cave e della sua bianca essenza. Il concetto di vuoto ha anche permesso di realizzare un cortile al centro della casa, nonostante essa si trovi in una città caratterizzata da forti nevicate invernali.
La richiesta del committente è stata quella di avere una casa minimally-designed.
Come tradurre questo termine in qualcosa di comprensibile per noi occidentali? Minimamente progettata? Disegnata poco? O con quell’odioso (per me!) termine di minimalista? Non so… ma so che è proprio lontano anni luce dalla nostra formazione!
Per sottolineare la sensazione di vuoto, i progettisti hanno introdotto l’acqua. La troviamo sulla terrazza di copertura, dove un sottilissimo strato di acqua su fondo bianco riflette il cielo senza ostacoli.
L’obiettivo? Avere la sensazione di essere in un altro mondo, lontano dalla vita quotidiana.
E credo che ci siano riusciti!

Ecco le immagini della terrazza con il sottile velo d’acqua.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Fantastico , vero?
Ma entriamo in casa…

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

La zona giorno vista dal cortile. Adoro la totale assenza di quadri!

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Ed eccoci a guardare il cortile dalla zona giorno.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

L’open space, con cucina e living che convivono senza difficoltà.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

La cucina: il trionfo del a scomparsa e a filo, concetti tanto cari a noi architetti. Perché noi non vorremmo vedere mai nulla!

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Il living: essenziale! Da notare, la panca che trapassa il vetro ed il vetro senza infisso. Dettagli pressochè irrealizzabili per le maestranze di cui disponiamo qui in Italia, purtroppo.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

La camera da letto. Armadio che scompare nella parete. A filo!

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Il corridoio. Un altro armadio, che si riconosce solo per le partizioni verticali delle ante.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Ancora un’immagine della zona giorno, con accanto il portico per il parcheggio delle macchine (non dimentichiamoci delle abbondanti nevicate invernali!)

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Una vista dall’esterno dello stesso portico. L’immagine è quella di un edificio chiuso, in contrasto con il vuoto che caratterizza l’interno.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Ancora la chiusura verso l’esterno.

White Cave House, Takuro Yamamoto Architects

Ed ecco il cave interno. Bianco bianco bianco.

Quindi? Osservazioni?
Noi, così abituati all’opulenza dell’architettura, alle nostre case piene di oggetti, mobili e soprammobili, riusciremmo a vivere in una casa il cui filo conduttore è il vuoto???

Credits: tutte le immagini sono di Takuro Yamamoto Architects.

6 risposte »

  1. Dire che è stata una toccata e fuga la gita a Tokyo fa sorridere… ma le splendide immagini che ci hai proposto ti perdonano completamente.
    Osservandole si ha una sensazione di calma benessere incredibile e viverci dentro dovrebbe essere impagabile.
    Buona serata

    Mi piace

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