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Architè! Spiccamo?

Spiccamo! E certo che spiccamo!!!

Gli spiccati… cosa saranno mai?
Allora, prima di tutto: il progettista li disegna, l’impresa li esegue. Sulla base del disegno. Si spera.
Il termine completo è spiccati delle murature, ovvero l’individuazione univoca della posizione di tutti i muri che delimitano gli spazi di una casa (o di qualsiasi altra cosa!).
Il disegno del progettista indica le misure di quanto deve essere realizzato. Ma solo di quelle vincolanti, che, se errate, costringerebbero alla modifica del progetto in corso d’opera.
[AHO… se sto a parla’ complicato, ditelo, eh!]
L’impresa, sulla base del disegno, imposta dei fili (veri e propri fili, per giunta gialli) fissati a elementi verticali. Questi fili costituiscono le linee lungo le quali devono essere posati i mattoni. Praticamente, prima si fanno le stanze di filo, poi si costruiscono!

spiccati, murature, cantiereSembra tutto molto semplice, no?
NO!

Perché all’inizio dei lavori, voi che siete architetti avrete fornito l’impresa di tutti gli elaborati grafici necessari a realizzare quanto da voi richiesto.
Addirittura ( 😀 ), su ognuno di essi, avrete scritto un bel titolo a caratteri cubitali, in grassetto, evidenziato con qualsiasi strumento immaginabile. Ci saranno sicuramente una pianta architettonica arredata, dei prospetti interni, delle sezioni, l’impianto elettrico, quello dei termosifoni e quello dei condizionatori. Ci saranno i particolari dei bagni, con l’indicazione della posa dei sanitari e dei rivestimenti. Ci sarà un particolare della cucina con tutti gli attacchi e gli impianti necessari.
E poi, ci sarà, appunto, un bel foglio grande grande con su scritto: PIANTA SPICCATI. Scritto a caratteri cubitalievidenziatoeccecc. E su quel disegno ci saranno solo le misure fondamentali, quelle da cui non si può sgarrare, che si te sbaji nun riesci più a montà la porta.

Ed invece, cosa accade sempre sempre sempre?
Accade che per fare gli spiccati utilizzano la pianta dell’impianto elettrico, per fare l’impianto elettrico utilizzano quella architettonica con il divano e l’abat jour, per fare i bagni usano le sezioni e per fare i controsoffitti guardano il disegno delle piastrelle.
Come fanno non si sa. Ma si sa di certo che è così. E che la toppa* ce sta sempre.

Da cui IL PRIMO POSTULATO DEL CANTIERE:
Portare in cantiere SOLO il disegno che serve in quel preciso momento. E poi distruggerlo in mille pezzi. Anzi, meglio, dargli fuoco.
Fuori dal cantiere…

*toppa: dal romanesco, errore.

12 risposte »

  1. Io la chiamavo pianta dei FILI FISSI, da usare per fare lo SPICCATO. Ma io so’ geometra inside 🙂
    Qui l’ing. va in bestia perché ogni volta che va in cantiere i progetti sono sempre belli nuovi nuovi chiusi nel portabagagli invece che zozzi, consumati e appoggiati in evidenza su qualche trave o catasta di mattoni…

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