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Renzo Piano | The Shard, Londra

The Shard, la scheggia: la presenza silenziosa del nostro viaggio a Londra, un compagno sempre pronto a rassicurarci.
Lui è lì, ti guarda, ti accompagna, e nel frattempo riflette tutto ciò che lo circonda.
Splendido. Come oggetto, come edificio, come entità.
E’ stato un vero piacere per i miei occhi scorgerlo un po’ ovunque, nei momenti e nei luoghi più impensati. Come incontrare un vecchio amico: Uh, guarda chi c’è! Lo Shard anche qui!!

London, The Shard

Vista da Southwark

The Shard è il grattacielo più alto di Londra, ma anche dell’intera Unione europea: 310 metri di altezza, per 87 piani di cui 72 abitabili.
Progettato da Renzo Piano , è stato realizzato al posto delle Soutwark Towers, demolite proprio per dare spazio a questa sorta di piramide senza fine.
Perché? Checcevò? Dopo 10 anni un edificio è vecchio, e quindi si demolisce, no? E poi ci domandiamo perchè in Italia non si investe sull’architettura contemporanea… Ma lasciamo le polemiche ad altra sede, va’.

In questa città verticale si può trovare di tutto: uffici, residenze, ristoranti, alberghi. Tutti pluristellati, superdotati e ultracostosi.
Con la modica cifra di 68.85 £ (80 € circa), mio marito, nostro figlio ed io saremmo potuti salire lassù in cima, ma potrete facilmente capire che, con la recente esperienza del Top of the Rock a NY (qui), io abbia soprasseduto!!!! Sarà per la prossima volta!

uno schizzo di Renzo Piano

uno schizzo di Renzo Piano

Renzo Piano, The Shard

un fantastico particolare costruttivo

La London Bridge Tower (che è poi il suo vero nome)  rappresenta un po’ il sogno di ogni architetto, o perlomeno il mio. Parcella anch’essa stellare (ogni piano, e sono 87, ha una pianta diversa: un lavoro abnorme!) e collaborazione con i migliori specialisti mondiali, tra cui i miei amati Ove Arup & Partners (un giorno vi racconterò di quando hanno confermato le mie teorie sulla stabilità di una struttura da me progettata…).
La bravura di Renzo Piano e del suo team è ormai fuori discussione.
Ha raccolto la sfida della Municipalità non realizzando parcheggi, inducendo così i 200 mila utenti giornalieri ad utilizzare bus, treno e metropolitana (la stazione di London Bridge è inglobata nell’intervento).
Ha scelto di realizzare le facciate in vetro per scomparire nel cielo. Le fratture tra le otto facciate inclinate permettono la ventilazione naturale dei giardini d’inverno.
L’utilizzo del vetro extra-white ha richiesto particolari soluzioni tecniche, in cui Piano è maestro, per controllare la luce ed il riscaldamento. In realtà, ogni facciata è costituita da una doppia pelle, con un sistema di oscuramento interno che risponde automaticamente alle variazioni di luce.
E poi, il 95% dei materiali da costruzione è riciclato, così come il 50% dell’acciaio utilizzato.
Che altro dire? Mi piace!

Opinione personalissima, la mia. Che bada solo al lato estetico e non a quello di fruizione. Già, perché sembra che l’intera operazione sia un flop. Uffici ed appartamenti vuoti a causa di canoni salatissimi, ma anche a causa di una crisi che pure a Londra si sente, seppur lievemente.
Staremo a vedere. L’edificio è stato inaugurato solo un anno fa, ed alcuni lavori sono ancora in corso.
Non credo comunque che l’emiro del Qatar, finanziatore dell’intervento e con millemila interessi economici su Londra , stia per dichiarare bancarotta per colpa dello Shard….. 😉

Ora beccatevi qualche foto scattata durante le nostre passeggiate. Un estratto, perché sono così tante che mio marito, al momento del ritorno, mi ha chiesto Ma poi, l’hai fatta qualche foto allo Shard??? 😀
Volutamente non ritoccate, perché la luce di Londra è sempre perfetta!

London, The Shard

Vista da una delle vie di accesso

London, The Shard

Vista da subito sotto!

London, The Shard

Vista da HSM Belfast (un incrociatore sul Tamigi)

London, The Shard

Vista dalla City Hall

London, The Shard

Vista dal ristorante Fish! a Borough Market

London, The Shard

Vista dal Millennium Bridge: Tower Bridge e Shard assieme!

10 risposte »

    • Non mi sembra che in questo post ci siano paragoni tra le due città… o sbaglio?
      A tempo debito arriverà un post che chiarirà il mio pensiero in proposito. E sarà molto esplicito nello spiegare il mio punto di vista. Ma il mio eh!! 😉

      Mi piace

  1. sembra che ultimamente Piano sia un pò abbonato al ‘vuoto’ 🙂 anche a Trento un bel quartiere con tanto legno, soluzioni eco-sostenibili, vie pedonali con canali d’acqua, un grande parco sull’Adige, un museo scintillante. Appartamenti costosetti però, che non si vendono. Certo Renzo il suo lavoro l’ha fatto, come con lo Shard, e anche bene!

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    • Il punto è che l’architetto rispetta le richieste del Committente. Se poi l’operazione immobiliare non va perché gli appartamenti sono costosi non è colpa del progettista… almeno questo!!! 😀

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