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High Line | New York

Banale, ma solo apparentemente.
In questa parola è riassunto il pensiero che accompagna colui che si incammina lungo la High Line di New York.
Già la High Line… Meta agognata per anni, finalmente sono riuscita anche io a percorrerla da cima a fondo, in compagnia di mio marito e di mio figlio.
Si tratta di una linea ferroviaria sopraelevata costruita negli anni ’30, ed andata in disuso negli anni ’80. Dopo averne ordinato la demolizione, l’amministrazione comunale, grazie ad associazioni locali molto determinate, cambia rotta decidendo, nel 2003, di garantire un fondo per la riqualificazione di quest’area ormai coperta da erbacce e la sua trasformazione in un parco urbano.
Viene incaricato, in seguito a regolare (da notare il velato tono polemico nei confronti degli usi e costumi italiani… 😉 ) concorso, lo studio degli architetti Diller Scofidio + Renfro (qui per l’illustrazione del progetto da parte degli architetti). Il progetto è pensato come un nastro che attraversa 22 isolati senza mai incontrare traffico veicolare. I binari della High Line, lasciati ben visibili, vengono quasi sopraffatti dall’ambiente naturale, costituito da giardini con vegetazione apparentemente spontanea che costituiscono cavità, collinette, ponti e piattaforme.

Ma torniamo alla prima parola menzionata… banale.
Ed alla seconda che ho aggiunto… apparentemente.
Si, perché qualcuno ha commentato questa esperienza con un Bah [per capire chi è stato basta cliccare qui :-D].
Quindi, dedico questo post proprio a coloro i quali non hanno colto l’eccezionalità di questo intervento di riuso.
Eccezionale per una città come New York, in cui gli spazi verdi sono molto rari. Ma eccezionale anche per una qualsiasi città italiana, dove sarebbe stato impossibile creare tali sinergie tra amministrazione, proprietà e progettisti e dove sarebbe stato impossibile riuscire a mantenere la struttura in tale stato di manutenzione.

Oltre agli aspetti architettonici, c’è una cosa che mi ha colpito su tutte: i volontari, con regolari magliette High Line Volunteer, dediti alla manutenzione degli spazi verdi. Le signore, non giovanissime, sedute a terra a gambe incrociate intente ad estirpare piccolissime erbacce o i signori, anche loro non più ragazzini, con le ginocchiere, piegati a potare piante a me sconosciute… beh, fantastici!

Ora, incamminiamoci…

High Line

L’ingresso della High Line sulla West 30th Street. Da questo punto verso nord i lavori sono ancora in corso.

High Line

Eccoci al primo impatto con il percorso: silenzio, vegetazione rigogliosa, silenzio, splendidi scorci, silenzio… Ah, un gran silenzio! Insomma, pace per le orecchie oramai abituate al frastuono newyorkese.

High Line

L’esaltazione dell’architetto (ovvero io!) che ha cominciato a saltellare entusiasta! La pavimentazione che diventa panchina… bello!
E, come questo, un’infinità di altri dettagli che trasmettono continuamente l’amore e la bravura dei progettisti.
[Mai sentito dire di un certo Mies van der Rohe che sosteneva che Dio è nei dettagli? Ecco…. La High Line ne è l’esempio!]

High Line

Un esempio di ciò che si scorge ad ogni incrocio con le strade sottostanti. Ma, in fondo, è proprio ciò che ci si aspetta, no?

High Line

Non potevo non fotografare un cantiere in piena attività, pullulante di operai con scarpe e caschi antinfortunistici, tutti intenti nel loro lavoro! [Polemica, io???]

High Line

La pavimentazione, che prima diventava panchina, a volte si allontana per permettere alla vegetazione di seguire la sua natura spontanea.

High Line

Un altro scorcio, stavolta verso il fiume. Quelle reti? Un campo pratica di golf, che domande! Le reti sono lì per evitare il recupero delle palline nell’Hudson. … qui, qualcuno si è finalmente esaltato…. 😀

High Line

Un esempio di ciò che vorrò nel mio prossimo giardino!

High Line

E di nuovo, l’architetto si è messa a saltellare. Ma stavolta per un motivo veramente futile: il ristorante Del Posto di Joe Bastianich, uno dei figherrimi giudici di MasterChef. Io ci voglio andare!!!!!

High Line

Ebbene: a sinistra, panche e chaises longues in legno, a destra, acqua. Ancora più a destra, la vista sull’Hudson. L’acqua è scrosciante, in movimento sul filo della pavimentazione, poeticamente rilassante. Un luogo di meditazione e pensieri, nel bel mezzo della metropoli più frenetica del mondo. Il mio punto preferito!
Nota bene: Il bambino raffigurato ha messo i piedi nell’acqua. Ma forse era superfluo specificarlo.

High Line

Le traversine, la vegetazione ed io. La conclusione di una esperienza che ha entusiasmato, oltre a me, anche il mio accompagnatore seienne. Il marito un po’ meno… ma nessuno mi venga a dire che la High Line è banale!!!

Per ulteriori info: www.thehighline.org

6 risposte »

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