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Il backsplash. O schienale…

Lo amo talmente poco che preferisco chiamarlo backsplash, anziché schienale. Perché il semplice termine inglese me lo rende un po’ più simpatico.
Parlo di quella porzione di muro che, in una cucina, si trova tra i pensili ed il piano di lavoro.
Generalmente piastrellata (solo nella parte visibile o fino a pavimento? …già solo questo tema meriterebbe un post apposito…), è un elemento che io abolirei molto volentieri.
Ma poi il pensiero va alla polpetta-al-sugo, ed ecco che l’architetto funzionalista che è in me cerca di trovare una soluzione esteticamente più accettabile della classica piastrella 10×10 beige (magari pure con qualche fiorellino!).
Non dimentichiamo però quale è la caratteristica fondamentale che tale superficie deve comunque possedere: deve essere facilmente lavabile. Oltre a ciò, deve resistere agli urti e, eventualmente, impedire che l’acqua scoli dietro le basi della cucina (anche se questa funzione può essere demandata ad uno sguscio o zoccolino che rifinisca il piano di lavoro).

Esistono molteplici soluzioni alternative, che includono anche le piastrelle. E che piastrelle!

backsplash8

Bello vero? A pensarci bene… non amo le piastrelle, ma adoro quelle di Vietri! E queste le ricordano parecchio….

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Uno schienale in vetro trasparente, che permette di vedere al-di-là. Bello, soprattutto se non si ha il coraggio di osare con una cucina completamente aperta.

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Uno schienale realizzato con piccole finestre a bilico orizzontale. Bellissimo!

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Schienale in acciaio inox. Un classico intramontabile. Anche se si riga!

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Schienale in vetro. Certo… se magari non fosse stato verde…

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Schienale a specchio. Per non perdere mai di vista il look!

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Un esempio multiplo: inox dietro ai fuochi, muro (in mattoni tinteggiati in bianco) dietro ai piani di lavoro e resina dietro all’acquaio. Bell’insieme.

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Ecco una delle mie soluzioni preferite: una unica e costosissima lastra di ardesia. Ma qui è bello proprio tutto!

backsplash14

Ed ecco un esempio di backsplash realizzato in piastrelle. Ma sono nere, rettangolari, con un superficie particolare… insomma, un’altra cosa rispetto alla piastrella beige 10×10!!!

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Ed ecco il caso in cui è stata utilizzata solo un’alzata posteriore dello stesso materiale del piano di lavoro. L’alzata diventa schienale solo dietro al piano cottura. A me sembra un’ottima soluzione!

Concludendo, lo schienale può essere realizzato in opera (piastrelle, finestre, lastre, resina, ecc), ma può anche essere fornito con la cucina.
Il costo dell’uno o dell’altro dipende dal materiale scelto.
Vale quindi la pena indagare le diverse soluzioni possibili. Ovviamente, in fase progettuale!

Vale anche la pena cliccare qui, e vedere dove sono arrivate la scienza e la tecnica in fatto di cucine: questo è Lo Schienale!
Mozzafiato!

valcucine

Le immagini: per saperne di più, basta cliccare sulla foto, o rovistare nel mio Pinterest.

Ps: qui la nascita di questi appuntamenti settimanali.

9 risposte »

  1. La piastrellina 10X10 beige col fiorellino è l’immagine più raccapricciante che potevi evocare! 😉
    Io l’ho sempre chiamata alzata o alzatina, ma da quando leggo i siti in inglese anche a me viene sempre in mente il termine backsplash e mai quello italiano!
    Quanto al materiale, ho sempre cercato di usare lo stesso del piano di lavoro, quando possibile, talvolta il cristallo (con clienti particolarmente illuminati!)…
    bellissimi tutt gli esempi che hai messo, come sempre!

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  2. Il primo è il mio preferito, senza alcun dubbio!!
    L’acciaio non lo metterei mai nella mia cucina, né tantomeno il vetro.
    Mia zia ha scelto l’okite e ha fatto fare un’intera lastra senza fughe, facilissimo da pulire e carino da vedere.
    Soluzione superfunzionale!!

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    • Farò outing…
      La cucina che ora ha la pittura impermeabilizzata ha la zona dei fuochi in acciaio. Mentre la cucina di casa mia ha lo schienale in vetro.
      Tu ed io siamo perfettamente complementari!!! 😀

      Mi piace

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