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Le cucine ad isola

la mia cucina è aperta sul soggiorno

la mia cucina è aperta sul soggiorno

Proseguiamo dallo scorso venerdì (qui) per parlare ancora di cucine.

Un progettista che si accosti alla ristrutturazione di un appartamento deve immediatamente individuare la tipologia di cucina desiderata, distinguendo tra due grandi gruppi: le cucine aperte sul living e le cucine chiuse. Questi due grandi gruppi possono essere facilmente associati al modo in cui ognuno di noi vive la propria casa, e quindi anche la propria cucina.
La cucina aperta sul living piace a chi vive la casa nel suo insieme, a chi ama cucinare con gli amici, a chi non si preoccupa oltremisura della pulizia e dell’ordine, a chi non cucina spesso pesce fritto ( 😀 ).
La cucina chiusa è sicuramente più facile da gestire, va bene per chi è molto disordinato, per chi vuole occuparsene dopo, per chi bada molto alla rappresentanza, per chi prima cucina e poi si dedica agli amici.
Sono entrambe soluzioni valide e la scelta è sempre molto personale, a causa dei molteplici aspetti da considerare.

In tutti e due i casi, la cucina può essere più tradizionalmente addossata alle pareti (anche se sono solo virtuali) oppure essere collocata al centro dell’ambiente (ovvero la famigerata isola).
La seconda soluzione richiede qualche requisito specifico in più:
l’ambiente deve essere sufficientemente ampio da permettere l’uso delle attrezzature poste al centro e tale da ospitare perimetralmente le armadiature necessarie per frigorifero, congelatore e dispense;
inoltre, bisogna verificare lo spessore dei massetti (lo strato in cemento che si trova sotto il pavimento), che deve essere tale da poter ospitare le tubazioni di acqua e gas e tale da dare la possibilità di realizzare la pendenza dei tubi di scarico.

Ammesso che tutti questi requisiti siano verificati, si può realizzare la tanto agognata cucina ad isola.
Vediamone qualcuna, tanto per ispirarci un po’…

cucina

Ecco un esempio di cucina ad isola, dove la parete è virtuale. Ovvero lo spazio di lavoro è quello collocato tra i due lati attrezzati. Insomma, per cucinare non si gira intorno.

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Esempio analogo al precedente. Qui la cucina è aperta sul living, creando così un bellissimo ambiente unico.

cucina

Ancora una cucina come le precedenti. Provate ad immaginare di elevare due pareti attorno al lavello (eliminando il piano snack): la cucina rimarrebbe perfettamente funzionale!

cucina

In questa cucina abbiamo diverse zone di lavoro, a seconda dell’attività da svolgere. Sicuramente più movimentata delle precedenti.

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Ecco un esempio in cui l’isola vera e propria comincia a prendere forma. Fantastica l’ambientazione.

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Eh beh… questa sì che è un’isola!!! Qui si gira intorno eccome!
[Fingiamo, tutti insieme, di non vedere che i fuochi non sono al centro ma laterali… 😉 ]

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Super isola! Qualcosa mi fa credere che anche il frigorifero sia all’interno di questa struttura centrale.

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Isola lunghissima contenente tutto il necessario per preparazione e cottura. In fondo si intravede un armadio con elettrodomestici incassati e frigo-congelatore.

cucina

Un‘isola vera e propria! Bellissima la finitura in acciaio inox.
[A proposito… ma quando un Cliente chiede una cucina industriale, intende questo??? ]

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Ed ecco l’apoteosi della cucina ad isola. Qui le isole sono ben due, e ad esse si aggiunge una parte addossata al muro. Le zone preparazione, lavaggio, cottura, consumazione sono ben individuate e distinte. Bellissima, ma non so se uno chef professionista la approverebbe!

Faccio notare come tutte queste fantastiche cucine siano aperte sul living. Soluzione affascinante e scenografica, ma a quanti piacerebbe per la propria casa?

 

 

 

Le immagini: per saperne di più, basta cliccare sulla foto, o rovistare nel mio Pinterest.

Ps: qui la nascita di questi appuntamenti settimanali.

9 risposte »

  1. Le amo. Tutte. Come proprietario di una casa piccolina assai, sempre piena di cose (un vero accumulatore), e come cuoco non-professionista (hobby e passione), la cucina a isola (magari con quel tanto di “industriale” che non guasta è sempre stato il mio sogno. Irrealizzabile per ora. La soddisfazione più grande è stata riuscire a preparare nella microcucina una cena per 25 persone (che non cenavano a casa mia, sia ben chiaro…). Ma quando vedo queste cucine, una lacrimuccia scende e mi riga la guancia. 😉

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  2. La domanda è: su un piano cottura a isola me stessa medesima passerebbe il tempo più volentieri davanti ai fornelli? O lascerebbe comunque la roba lì sopra a bruciare come nella sua cucina chiusa coi fornelli a parete?

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  3. sembra che questo post odierno nasca dall’ascolto invisibile della conversazione tra me e mio marito di ieri ove si cementificavano le nostre opposte posizione: la mia pro- cucina a vista, la sua contro- cucina a vista.
    Non c’è mediazione. Io pro, lui contro.
    io interpreto la cucina come luogo sociale: io cucino eccome, invito, faccio pranzi, cene, feste aperitivi: adoro la condivisione conviviale, non mi devo relegare nella stanza degli orrori e uscire come una brava massaia cantonese con i piatti fatti e l’apparenza che si siano composti da soli.
    Lui definisce la cucina “locale tecnico” al pari del box auto per tanto separato e scisso dal resto, accumulo di disordine, fonte di odori, commistioni. indipendentemente da tutto la ritiene una americanata, importata da una cultura senza cultura della cucina, fatta di gente che riscalda al microonde e che per questo può avere la cucina a vista visto che non sa preparare un piatto di insalata. il mio maritino ha anche aggiunto che la cucina a vista funziona se il modello coppia ( bada bene non famiglia che esclude il concetto di cucina a vista) solo se vi è una cura maniacale dell’ordine e dell’estetica ( cosa che esclude ovviamente me a monte), se davvero cucinare è opzionale nella quotidianità…. gli ho fatto presente la “tua cucina a vista” che voi “siete una famiglia” e tu “un perbacco di Architetto” e lui ha detto che noi non siamo voi e tu dicendo che non cucini di fatto gli ha dato ragione. Dovrei odiarti ma ti perdono…

    ps: mio marito dimentico delle ragioni politiche comuniste che ci hanno tanto accomunato ha anche detto che nelle case signorili le cucine stavano in fondo o ai piani bassi mentre le sale da pranzo in bella vista ed io gli ho risposto che “non sono una signora ne una con tutte stelle nella vitaaaaaaaa” 😀

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    • Io non cucinerò pure, ma mi’ marito cucina eccome!
      Cucina anche le polpette al sugo, nella cucina a vista.
      E cucina piatti prelibati per gli ospiti che chiacchierano con lui mentre sfiletta, tagliuzza, frulla, pesa, frigge (oh si, frigge anche!). Ma, soprattutto, mentre si beve un prosecco, lo stesso che stanno bevendo gli ospiti che lo guardano ed intrattengono.
      Diglielo a quel tuo marito così quadrato e anacronistico!!! Con affetto, molto affetto!!!! 😉

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