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I giardini

Proseguiamo da qui con la voglia di primavera, di profumi, di sole e di caldo.

Esiste una branca dell’architettura chiamata architettura del paesaggio, che si occupa di progettazione di spazi aperti, come parchi e giardini.
L’architetto del paesaggio, dopo aver conseguito la laurea magistrale, segue corsi di specializzazione che gli permettono di approfondire gli aspetti specifici.
Secondo la definizione dell’EFLA (Fondazione Europea per l’Architettura del Paesaggio), il paesaggista è colui che pianifica e progetta paesaggi urbani e rurali nello spazio e nel tempo, sulla base delle caratteristiche naturali e dei valori storici e culturali del territorio. A questo fine fa riferimento a metodi e princìpi estetici, funzionali, scientifici e gestionali, con un appropriato uso di tecniche e materiali sia naturali che prodotti dall’uomo [tratto da Wikipedia].

Così come un architetto di interni, l’architetto paesaggista progetta gli spazi tenendo conto di molteplici aspetti, tra cui:
– la storia e le origini del luogo;
– la posizione geografica, da cui conseguono l’orientamento, il soleggiamento e la ventilazione;
– la flora endemica del luogo;
– la tipologia di terreno.
Sulla base di questi elementi, il progetto, oltre alla forma geometrica degli spazi, determinerà la tipologia di piante da inserire, valutandone la fioritura nelle diverse stagioni, la colorazione e la durata del fiore. Analizzerà, in funzione delle piante scelte, le aree che saranno in ombra nell’arco della giornata, stabilendo quindi le posizioni degli elementi di arredo. Il progetto arriverà a definire anche la tipologia e la distribuzione dell’impianto di irrigazione e di illuminazione.
Insomma, progettare un parco od una piccola area verde è proprio come progettare un edificio od un piccolo appartamento.
Con l’aggiunta della grande specializzazione necessaria per realizzare un progetto del verde.

Copacabana sotto la pioggia (lo scorso anno!)

Copacabana sotto la pioggia (lo scorso anno!)

Per dirla tutta, io NON sono un’architetto paesaggista, ma ho profonda ammirazione e rispetto per coloro che hanno scelto di diventarlo.
Ho avuto l’opportunità di collaborare con alcuni di loro [che mi leggono e che prego di intervenire qualora dovessi dire strafalcioni!!! 😉 ] e, da allora, sono estremamente affascinata da questo settore. Perciò ho pensato di condividere queste poche righe: è un mondo che pochi conoscono e che merita un tributo!

Moltissimi sono gli architetti paesaggisti che hanno fatto la storia. Tanto per citare due nomi a caso, tra loro contemporanei: Russel Page e Roberto Burle Marx.
Russel Page, per chi vive a Roma e zone limitrofe, progettò il giardino della Tenuta di San Liberato a Bracciano.
Roberto Burle Marx, per chi vive a Rio de Janeiro e zone limitrofe ( 😀 ), fu colui che definì l’inconfondibile disegno della pavimentazione del lungomare di Copacabana.

Vediamo ora qualche esempio.
Sappiate che, in realtà, ci stiamo addentrando in punta dei piedi in un mondo infinito.

giardino1

Copenhagen, Danimarca. Un tipico esempio di Landscape Architecture in uno spazio pubblico. Come quei millemila che abbiamo in Italia… no?
Vi consiglio di cliccare sull’immagine e di andare a vedere le foto scattate dal basso: questo sì che è uno spazio pubblico da vivere!

giardino2

Basilea, Svizzera. Un piccolo spazio dove leggere un libro con i piedi nell’acqua. Così semplice e  così strabiliante.

giardino3

Vancouver, Canada. Forza, pensiamo tutti insieme al Grande Raccordo Anulare… e piangiamo!

giardino4

Amsterdam, Olanda. Parlavo di fioriture, no? Eccone un esempio. Un pochino sgargiante, ma rende bene l’idea!

giardino5

Singapore, un giardino pensile in un atrio di quattro piani. W O W.

giardino7

Faqra, Libano. Prendi una piscina, un po’ di erba, qualche lastra per la pavimentazione, e il gioco è fatto!

giardino9

Hillsborough, CA. Un esempio di cosa può fare un paesaggista…

giardino11

Cascais, Portogallo. L’ultima tendenza in fatto di giardini: il giardino verticale. E qui ci vorrà un post ad hoc!

giardino12

Bali, Indonesia. Hotel. Philippe Starck. Che altro dire?
“The Stairs without doubts shall become the boiling bucket of energy, creativity, and intelligence of Bali and perhaps more”.
The Stairs does not follow any type of trend in decoration and architecture; its is self-designed, just following the beauty of the Balinese soul and the future of the next centers of the world” Ph.Starck

Allora? Materia estremamente affascinante, vero? 😉

Le immagini: per saperne di più, basta cliccare sulla foto.

Ps: qui la nascita di questi appuntamenti settimanali.

5 risposte »

  1. Sono in uno studio medico che aspetto il mio turno. un ambiente elegante ed accogliente. vivaldi in sottofondo e queste meravigliose immagini che ci hai regalato. un momento magico quando meno te lo aspetti. grazie 😉 c.

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