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Architè! Oggi non si ride.

Ho casualmente fatto una lunga chiacchierata con una giovane collega architetto.
Lei lavora in un noto negozio di arredamento romano.
La potete trovare alla sua scrivania 7 giorni su 7, dalla mattina alla sera (sabato e domenica con orario continuato).

Ci siamo sfogate: la situazione delle donne architetto in Italia è terribile.
[Anche quella di altre professioniste, ma qui, perdonatemi, per oggi si parla di architetti! 😉 ]
Le ho raccontato di quando non ho visto rinnovato il mio contratto di consulenza in coincidenza con il congedo per maternità.
Mi ha raccontato di un suo recente colloquio in cui, tra le prime cose, le hanno chiesto se volesse dei figli.
Abbiamo visto coincidere le nostre storie di cantiere, con gli operai (ma anche i direttori di cantiere) che, a prima vista, ci considerano delle idiote. E  con la fatica tripla che dobbiamo fare per dimostrare che ne sappiamo quanto un uomo.
Tutte storie trite e ritrite, no?

ARCHITETTO

Un’architetto (sfocato!) intento a prendere le misure con l’aiuto di due ingegneri (opportunamente tagliati!) 😀

Ma io, ormai, il mio cammino nel mondo dell’architettura l’ho fatto. Ho avuto le mie sane soddisfazioni e le mie gloriose vittorie.
Ma lei? Ha dieci anni meno di me, e quale futuro?

Una cosa su tutte mi ha particolarmente turbata.
Questa ragazza oggi fa un lavoro che io, circa vent’anni fa, rifiutai.
Perché ero sicura che avrei potuto avere di più. Ero sicura che il mio destino mi avrebbe riservato esperienze molto più stimolanti.
E così è stato.
Oggi, in questo preciso istante, lo accetterei. Non riesco più a credere nel domani di questa professione come facevo allora.

Alla fine, noi il divano lo abbiamo acquistato.
Ma, a lei, ho dato giusto il tempo della consegna del nostro divano per organizzarsi un futuro lontano da questo paese.
Spero tanto che mi dia ascolto.

5 risposte »

  1. Tutto questo è molto triste! Considera poi che mia figlia (quasi diciottenne) l’anno prossimo farà la maturità classica, cinque anni passati solo a studiare perchè va in un liceo serio dal quale ha avuto molto ma che l’ha impegnata non immagini quanto! E, ovviamente, lei mi dice: “qualunque cosa dopo la maturità la farò lontano da qui!” Come contraddirla? Anzi l’asseconderemo e l’aiuteremo nella sua scelta, ma ribadisco che è tutto molto triste!

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