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L’ ‘archetto’

Sottotitolo: NO, l’archetto NO.

Sto parlando di una richiesta che i miei colleghi ed io ci sentiamo fare spesso.
Laddove si riscontri un corridoio, un cambio di quota nel soffitto od un elemento qualsiasi di discontinuità, il Cliente immancabilmente propone l’utilizzo di un archetto. A Roma archetto, nel resto del mondo arco.
La mia reazione è sempre abbastanza scortese ( 🙂 ), ma ormai avrete capito che tipo di persona, e quindi di architetto, io sia. Non riesco ad annuire rassegnata: IO, l’ARCHETTO NON LO METTO!

Signori, l’arco posticcio in una casa moderna è su-pe-ra-to! E, tanto per dirla tutta, non aveva senso nemmeno negli anni ’80!
Ma, mi direte voi, perché?
L’arco è un elemento strutturale che fu introdotto con le opere in muratura. Aveva il preciso scopo di scaricare a terra, tramite i piedritti,  il peso del muro sovrastante un’apertura.
Dice Wikipedia:

È costituito normalmente da conci, cioè pietre tagliate, o da laterizio, i cui giunti sono disposti in maniera radiale verso un ipotetico centro: per questo hanno forma trapezoidale e sono più propriamente detti cunei; nel caso di una forma rettangolare (tipica dei mattoni) hanno bisogno di essere uniti da malta che riempia gli interstizi; essenzialmente l’arco con cunei non ha bisogno di essere sostenuto da malta, stando perfettamente in piedi anche a secco, grazie alle spinte di contrasto che si annullano tra concio e concio.
Il cuneo fondamentale che chiude l’arco e mette in atto le spinte di contrasto è quello centrale: la chiave d’arco, o, più comunemente detta, chiave di volta.
L’arco è una struttura bidimensionale e viene spesso utilizzato per sovrastare aperture. Per costruire un arco si ricorre tradizionalmente a una particolare impalcatura lignea, chiamata centina.

Insomma, un miracolo compiuto dai miei colleghi (e dai cugini ingegneri) di migliaia di anni fa!
Ritengo quindi che l’arco debba essere utilizzato solo quando necessario. E, ai giorni nostri, non ne vedo necessità alcuna!
Che poi a me non piaccia e basta è un altro discorso…. 😀

Vediamone qualcuno.

arco

Qui ci troviamo in un edificio storico di Charleston. Molto bello.

arch2

Un’altro esempio di edifico storico. Qui siamo sotto una volta a botte in muratura e l’ambiente è stato destinato a bagno, con l’utilizzo di lavabi modernissimi. Bello il contrasto, così come giustissima l’evidenziazione delle diverse epoche di intervento.

arco

Accettabile l’utilizzo dell’arco. Ci troviamo in una dimora storica caratterizzata proprio da questo stile.

arco

Ancora uno stile classico che permette l’uso decorativo dell’arco.

arco

Eccoci… Da questa immagine in poi, incomincio a stringere i denti! Lo stile degli ambienti non giustifica l’utilizzo di questi archi, per giunta ribassati. Potevano essere dei portali con architravi orizzontali, no? Ma siamo ancora nel campo dell’accettabile

archetto

No, no e poi no!

archetto

Cosa devo dire? Niente, è meglio.

arco

Ed ecco un bellissimo esempio di ciò che avrebbe potuto essere ma non è. In quanti avrebbero voluto un arco allineato con quei pilastri? Molti…

arco

Ecco un altro arco  mancato. C’era, ma è stato demolito. Perfino con una certa soddisfazione!

arco

Qui ci troviamo in un fabbricato romano del periodo umbertino. Quindi la muratura è portante.
Dopo il primo momento di sgomento (alla sua scoperta!), la soluzione è stata quella di integrare la struttura muraria nello stile moderno della casa attraverso dei piani orizzontali che fungono anche da controsoffitti delle aree di snodo del corridoio.
[Si, ma… Ragazzi, vogliamo coprire quelle stuccature prima che i vostri figli diventino maggiorenni??? 😉 ]

Concludendo, io non realizzo archetti, nemmeno sotto tortura!
Non-se-ne-parla.

Nota bene: Per l’ultima immagine ringrazio Piera, che, oltre ad averla scattata, se la vive quotidianamente. Per la penultima immagine ringrazio mio marito!

Le immagini: per saperne di più, basta cliccare sulla foto.

Ps: qui la nascita di questi appuntamenti settimanali.

15 risposte »

  1. A Catania di archi ve ne sono tanti… soprattutto nelle trattorie tipiche. Da sottolineare che la maggior parte sono case antiche, costruite con la pietra lavica e avevano un senso, dato che sono tuttora in piedi dopo tantissimi terremoti.
    Comunque concordo: non sempre l’arco rende bella la casa.

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    • normalmente l’archetto non viaggia mai da solo, è spesso accompagnato dalla “nicchietta” e dalla “colonnina”…se ti chiedono solo l’archetto sei fortunata.
      Ho finito il corso di aggiornamento sulla sicurezza. Mi rimane una domanda: se ho a che fare con una su tacco 12, si possono considerare “lavori in quota”??
      baci

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      • Nooooo… Standing ovation al commento dell’esimio architetto Alex. Lui si che è un professionista serio. Sono quasi commossa….
        E, per rispondere alla tua domanda… Si, vai con i ‘lavori in quota’. Aggiungi anche imbracatura e casco, perchè per me ci vorrebbero!!!

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    • Hai nominato una parola chiave: terremoto.
      Infiniti sono gli esempi di strutture in muratura che hanno resistito a migliaia di terremoti. Perché quegli architetti là, di millemila anni fa, erano proprio ganzi!!!
      Nb: non ho usato la parola ‘fico’, perchè poco seria. Ma avrei voluto, uh, se avrei voluto!!!

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  2. Bravaaaaa!!! Standing ovation!!! …Lo devo dire? Lo dico. Noi abbiamo comprato una casa che abbiamo pagato talmente tanto da dovercela tenere così com’è senza risistemarla secondo il nostro gusto… ed è dura: ho l’archetto per entrare in cucina e l’archetto che divide la zona giorno dalla zona notte (nota bene: archetto a parte sopra una normale porta, cioè no dico…). In compenso abbiamo chiuso l’archetto che dava nel guardaroba perché il guardaroba è tornato a essere una stanza e chiuso la mega nicchia dietro il letto (orientamento a nord, il top del top per togliere l’intercapedine e fare una nicchia) perché lì ci abbiamo messo l’armadio. Soffro, ma è bello sapere che ci sono architetti che dicono NO! Ti stimo! 🙂

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